L’Intercontainers passa a Beltramini

– LIVORNO –

NELLA CALMA quasi piatta dell’inizio dell’estate, aveva fatto notizia l’ingresso del gruppo livornese Fanfani nella Trailer Service, con un programma di notevole potenziamento. E scrivemmo anche che il nuovo amministratore delegato della società, Vincenzo Fanfani, stava attivandosi nel quadro dei servizi da sviluppare con base sull’interporto.

POCHI GIORNI fa un’altra significativa notizia: la coda d’agosto registra il passaggio di proprietà di uno degli storici terminal dentro il porto, l’Intercontainers della Cilp, dalla stessa Cilp alla Friultrasporti di Paolo Beltramini, anch’essa in Trailer Service con Fanfani, la TO Delta del potente gruppo Maneschi (con Antonio Maneschi al timone) e i Colò spedizioni. Un acquisto da 3,5 milioni di euro, pari al 60% della società, il 40% resta ai Portuali. Un nuovo assetto che la dice lunga sulle potenzialità della Friultrasporti e che rilancia il ruolo dell’Intercontainers, rimasto a lungo uno scatolone vuoto con i suoi magazzini e le sue aree, solo incidentalmente utilizzato da deposito di cippato dal Terminal Calata Orlando durante la cessata gestione di Federico Barbera e poco dopo.

L’OPERAZIONE: La Friultrasporti rilancia così il ruolo dello storico terminal

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L’INTESA: Enzo Ruggeri e Paolo Beltramini

LA CILP del resto non aveva progetti da tempo sul terminal ed evidentemente ha preferito realizzare, alleggerendo la propria situazione con le banche per concentrarsi sul core business della cellulosa. Da ricordare che Paolo Beltramini aveva già acquistato dalla Cilp il terminal Reefer di viale da Vinci, anch’esso di fatto mai entrato in piena attività e di pesante onere per i bilanci della Cilp. Che l’inizio di settembre sia foriero di una ripresa delle attività imprenditoriali in porto è ormai evidente. Lo conferma anche il ritorno all’offensiva dell’Asamar contro l’Autorità portuale, sugli accosti pubblici 15 B, C e D che secondo l’associazione degli agenti marittimi livornesi sono stati di fatto cambiati di destinazione con un’ordinanza che ha escluso il concerto con l’Autorità marittima (Capitaneria).

IN PARTICOLARE si contesta la concesione del 15 D con priorità a una “impresa terminalista” generando una concorrenza ritenuta non correta. In sostanza l’Asamar ha reiterato all’Autorità portuale la formale richiesta di annullare l’ordinanza contestata. “al fine di evitare il ricorso al TAR della Toscana”, che a sua volta potrebbe bloccare a lungo l’operatività su banchine che sono di grande interesse pubblico nella notoria carenza di attracchi del porto commerciale.

A.F.